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Podere Lesignano 16/07/2019

Partiamo dalla scienza: studi giapponesi e olandesi hanno analizzato come il diffondersi di gradi anche gravi di obesità infantile, statosi (fegato grasso), ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia in età pediatrica, siano da associare ad una dieta troppo ricca di zuccheri raffinati e di proteine di origine animale (carni per lo più lavorate).

Tanti studi si concentrano sulla ADHD, che per molti è anche -ma non solo- ascrivibile a una nutrizione scorretta nel tipo di cibo e nella modalità di somministrazione: I bambini spesso fanno colazioni troppo esigue ma ricche di zuccheri semplici come la merendina e ovviamente hanno picchi glicemici altissimi che producono una scarica di insulina dal pancreas (organo deputato per lo più a controllare che la glicemia non salga troppo) con conseguente ipoglicemia di rebound. Considerando che il nostro cervello si nutre per lo più di glucosio cioè di zucchero, in caso di iperglicemia ci sarà un grande attivazione e in caso ipoglicemia si verificheranno sintomi quali disattenzione, nervosismo, aggressività. Oltre ad avere una ipoglicemia nelle prime ore del mattino dopo la colazione troppo dolce, ne avranno una anche nelle ultime ore perché di solite le merende della metà mattina sono a base di yogurt zuccherati, merendine o frutta da sola (la frutta ha fruttosio che parimenti al glucosio dà un picco glicemico); in definitiva arrivano in tarda mattinata molto affamati (in fondo non hanno mangiato un granché quantitativamente) e in ipoglicemia profonda.

Altri studi analizzano come la presenza di additivi o coloranti possano influire sulla comparsa di eczemi e della stessa obesità, vengono analizzati i bambini che bevono latte di mucche che mangiano erba e non mais, e i primi oltre a crescere più sani, grazie ad alti livelli di CLA (acido linoleico coniugato) che tra le altre cose è un potente anti-tumorale, sono più sani. Quindi assicuriamoci che il latte che diamo ai nostri bambini provenga da allevamenti biologici, senza pesticidi e che le mucche mangino erba (persino uno studio coreano analizza ciò….strano per gli orientali, un tempo non bevevano latte, mentre ora con la occidentalizzazione sì e si sono trovati con una epidemia di obesità, per questo stanno studiando le cause e come salvare i loro bimbi)

Oltre a questo, la presenza di zuccheri semplici e raffinati nella dieta del bambino può causare il pancino gonfio, flatulenza e dolori, tipici della disbiosi e del richiamo di liquidi che questi nutrienti creano nel colon.

Allora come iniziare la giornata:

colazione:

  1. crema di riso integrale (prendere riso biologico integrale, sciacquare bene sotto acqua corrente, porre in abbondante acqua e sul fuoco, a bollore, abbassare e coprire e fare bollire 60 minuti senza mescolare, poi non scolare e frullare finemente -se il bimbo è molto piccolo e quindi l’ apparato digestivo non è ancora maturo per la digestione delle fibre- passare con un colino); questa crema che ha ferro, rame, manganese (anti-infiammatori) e proteine può essere arricchita con crema di mandorle, uvette o albicocche secche oppure frutta fresca
  2. porridge con fiocchi di avena, fatti bollire con latte di avena o acqua può essere guarnito di noci, crema di mandorle e frutta disidratata senza zucchero
  3. farinata (farina di ceci, acqua, olio e un pizzico di sale) cotta e guarnita con frutta e noci
  4. biscotti della felicità: farina tipo 2, acqua e olio fate un impasto, un pizzico di sale, le piadelle si cuociono in padella antiaderente e possono essere guarnite con tofu anche in fiocchi, datteri e noci, il tutto può essere frullato e passato 10 minuti in forno
  5. pancake: latte di avena, farina di farro, albumi, olio, in quantità che volete -imparate a sperimentare e cucinate insieme ai vostri figli, i bambini adorano cucinare!!!!- e sopra con frutta fresca o marmellata fatta in casa senza zucchero ma con purea di mela per dolcificare

Se volete aggiungete una bevanda, anche il latte ma tenete conto che se il bimbo è nel percentile di crescita giusto e si alimenta in modo vario, non è necessario, potete fare un estratto o aggiungere uno yogurt non zuccherato (glucosio e sciroppo di glucosio non ci devono essere negli ingredienti)

A metà mattina: la frutta è un ottimo spuntino ma andrebbe sempre accompagnata da un grasso buono, vegetale come noci o mandorle o nocciole, che rallenta la velocità di assorbimento del fruttosio e crea un picco glicemico molto più basso, non creando fluttuazioni brusche della glicemia e quindi maggiore disponibilità per la mattina.

Quando ci apprestiamo al pranzo, spesso intervengono i nonni, i quali capiranno se chiederete loro di non fare tutti il giorni il ragù, di utilizzare una farina tipo 2 o di grano antico come senatore cappelli o frassineto, meno ricche di glutine perché la coltivazione è biologica….andrà bene un piatto di pasta con sugo di verdure senza soffritto magari con legumi e una insalatina a seguire che può essere arricchita da una proteina anche animale come della carne bianca o rossa fresca (non insaccati) o pesce. ovviamente qui il pane non è da mettere in tavola.

A metà pomeriggio: torta gustosa con 200 gr di farina di farro, 2-3 albumi, miele o purea di mele per dolcificare, lievito biologico, 1 cucchiaio di olio extravergine, carote julienne, scagliette di cioccolato fondente e noci, lasciate lievitare per 20 minuti poi in forno per 25 minuti a 180 gradi con un estratto di frutta o del latte vegetale (eviterei tutti i succhi troppo carichi di zuccheri)

A cena ci deve essere un piatto, lo prendete più grande e dividete la settimana:

  1. carne rossa con verdure cotte foglia verde e 2 fette di pane tostato (farina di grano antico, attenzione all’ integrale se il bimbo è troppo piccolo), la tostatura abbassa l’ indice glicemico del pane
  2. carne bianca (andate dal macellaio non acquistate il confezionato) e verdure come zucchine, melanzane o finocchi anche gratinati +/- 1-2 fette di pane tostato
  3. 2 volte di pesce: al forno o al vapore, sogliole, orate, branzino, -meglio evitare i crostacei- rombo con verdure cotte miste e 2 patate medie che aiutano la digestione dei grassi del pesce (no pane)
  4. 1 volta a settimana: 2 uova anche con pisolini e 1 cucchiaio di polpa di pomodoro e 1 fetta di pane tostato
  5. 1 volta a settimana la pizza magari con impasto di farina non raffinata e con poca o senza mozzarella tipo con carciofini e olive (la bibita gassata che i bimbi amano può essere consumata qui ma senza zucchero)
  6. 1 volta a settimana la piadina meglio se integrale o senatore cappelli o farro con qualche gratinato -fatelo voi con pane integrale e non acquistate il pane grattugiato, se guardate l’ etichetta noterete lo strutto!!!- erbe miste o verdure grigliate e se qui vogliono prosciutto crudo sgrassato o fesa di tacchino o prosciutto cotto al vapore -non nel latte!!- ok, ma non dalle confezioni di plastica dove sono presenti nitriti e nitrati (cancerogeni) ma tagliati freschi oppure del formaggio ma assicuratevi della provenienza.

In definitiva ricordatevi che i bimbi imitano i genitori, se il bimbo cerca la bibita gassata in frigo e voi siete disperate, bhè -!- non acquistate la bibita gassata.

Assicuratevi che il cibo sia biologico, evitate il cibo preconfezionato, cucinate con i vostri bimbi. Cambiare si può e il bambino capirà e vi seguirà piano piano.

Buona estate!!!!

Simona Casadei


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Alimentazione: quanto incide sul rischio di ammalarsi di cancro

Un’alimentazione sana ed equilibrata può aiutare a prevenire malattie al cuore e tumori.

Alimentazione: quanto incide sul rischio di ammalarsi di cancro?

Un’alimentazione sana ed equilibrata è ciò che può aiutare a prevenire malattie al cuore e tumori. Non è facile fare calcoli precisi di quanto ciò che si mangia incida sul rischio di tumore ma, secondo l’American
Institute for Cancer Research che si basa a sua volta sui maggiori studi
epidemiologici, le cattive abitudini alimentari sarebbero responsabili di
circa tre tumori su dieci. Se a ciò si somma l’importanza della nutrizione
per la prevenzione dell’obesità e della sindrome metabolica, che a loro volta provocano anche malattie cardiovascolari, si capisce quanto importante sia ciò che mettiamo nel piatto.


La relazione può dipendere dalla presenza di alcune sostanze che favoriscono la malattia: alcuni esempi sono i nitriti e nitrati, utilizzati essenzialmente come conservanti negli insaccati e collegati al cancro del colon. Altre volte non è l’alimento in sé, quanto la sua cattiva conservazione, a essere un problema: per esempio, nei cerealimal conservati si sviluppano muffe che liberano aflatossine, sostanze molto cancerogene. Anche la tempistica è importante: numerosi studi hanno dimostrato che è fondamentale alimentarsi correttamente fin da piccoli, ma allo stesso tempo non è mai troppo tardi per cambiare.


Alcune ricerche hanno dimostrato che, anche dopo la diagnosi di tumore, il paziente può trarre vantaggi da una dieta più sana. Il cibo può essere una grande arma di prevenzione, a patto che si comprenda fino in fondo cosa significa mangiare bene. La letteratura scientifica fornisce numerose informazioni utili, anche se i risultati degli studi non sono sempre semplici da interpretare.




Ho avuto una vita convulsa, piena di spostamenti, traslochi, viaggi dell’ ultimo minuto per lavoro…poi da ormai 15 anni sono tornata a casa e all’ oncologia ho affiancato la nutrizione, non perché volessi pubblicare qualche lavoro ma perché in tutta la mia vita ho armeggiato con la mia nutrizione, prima ero onnivora e mi piaceva, anzi aborrivo i carboidrati, la pasta e simili, non mangiavo legumi poca frutta, ero ancora all’ università e si sa che gli universitari sono un po’ trascurati (erano meglio le feste e i libri), poi ho frequentato un reparto in cui si affrontavano i disturbi del comportamento alimentare e mi sentivo insicura e con lacune….ho cominciato a leggere, a studiare, mentre continuavo a vedere pazienti oncologici….Intanto la mia nutrizione si arricchiva di verdure, frutta secca, riso integrale, pasta integrale e tanta frutta e aumentava il mio distacco dalla carne sempre più…Mi sono accorta che i pazienti stavano male per le terapie ma anche perché mangiavano nel giorno della chemio degli alimenti troppo pesanti. Mi sono poi, ammalata, anche io ho fatto terapie, non riuscivo a mangiare proprio ed ero sempre più debole….a quel punto ho detto a me stessa ‘se vuoi sopravvivere, Simona devi trovare una soluzione’…l’ ho trovata provando direttamente su di me. L’ unica soluzione per nutrirmi senza appesantire lo stomaco era di mangiare alimenti parzialmente digeriti….ho cominciato con le pappe, di verdure, di legumi, di cereali, niente carne e pochissimo pesce…funzionava. Non vomitavo, mi sentivo forte e la malattia è scomparsa….

Da allora studio sempre come rendere al mio paziente la nutrizione piacevole ma estremamente digeribile….voi penserete ‘le pappe’? sì, le pappe. Le pappe salvano la vita. E se è vero che noi siamo quello che mangiamo, ebbene io sono una pappa!!!! Ma molto buona…scherzo, ovviamente!!!!!….ma convertirsi verso una nutrizione quasi esclusivamente vegetariana per me è stata la svolta per riacquistare forza, lucidità ma soprattutto la salute!!!

Amo i miei pazienti e vorrei che tutti potessero guarire attraverso le terapie ma anche attraverso la giusta nutrizione per ogni malattia…perché è vero, ogni malattia può essere affrontata anche con la giusta nutrizione.

Vorrei trasmettere tutta la mia conoscenza ed esperienza enorme sui pazienti e su me stessa a tutti per essere in equilibrio e in pace con il cibo perché la vita si vive mangiando –oltre che respirando e bevendo!!!!- e amando a dismisura quello che si fa’, soprattutto per gli altri, dunque liveloveat!!!! Tutta la vita….


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26 Febbraio 2019 simonacasadeiNutrizione0

gastrite:

crema di riso integrale: prendere riso integrale biologico sciacquare bene bene sotto acqua corrente, mettere in cinque parti di acqua rispetto al peso, sul fuoco, a bollore, abbassare il fuoco e coprire…..fare bollire per 60 minuti senza mescolare, si formeranno dei buchino sulla superficie…è cotto!!! Frullare o passare al setaccio, condire con olio e sale marino integrale o gommasio

colite:

vellutata di topinambur, sbucciare, cuocere in acqua e frullare, condire con olio, sale marino integrale e una puntina di curcuma; filetto di pesce, tipo sogliola o orata o sgombro o nasello al vapore condito con olio, sale marino integrale e qualche goccia filtrata di limone fresco

chemioterapia:

  1. grano saraceno biologico, sciacquare a secco, fare bollire per 30 minuti e condire con trito/frullato di prezzemolo-olio-sale marino integrale-semi di girasole, aggiungere zucchine al vapore
  2. vellutata di lenticchie (cotte e passate al setaccio) con miglio (sciacquare prima di cuocere) + a piacimento, olio e gommasio
  3. biscottini di batata (cuocere con la buccia e frullare) miscelati a farina di mandorle e fiocchi di avena al naturale e biologici + tisana di melissa con miele di manuka (1/2 cucchiaino)

prevenzione in follow up oncologico:

associare cereale integrale (riso integrale, orzo decorticato, miglio, grano saraceno, amaranto, quinoa) con 1-2 cucchiai di legume da cotto (piselli, lenticchie, ceci, fagioli, edamame, fave) + 1 verdura cotta a piacere + 2-3 olive biologiche + 1 cucchiaio di semi (girasole, zucca, sesamo), olio, prezzemolo, sale marino integrale e un pizzico di curcuma

malattie auto-immuni:

pesce al forno o al vapore, orata, branzino, pesce azzurro piccolo etc (no crostacei) con abbondanti verdure foglia verde cotte a cena e crude a pranzo + semi di girasole (come carboidrato aggiungere carote lessate o patate rosse)

malattie neuro-degenerative:

vellutata di zucca e topinambur, porro, lessare e frullare, condire con olio, prezzemolo e gommasio + 1 cucchiaio di semi di zucca; pesce azzurro al vapore o alla griglia anche lievemente impanato con trito di pane integrale-prezzemolo-qualche goccia di limone e sale marino integrale con broccoli/cavolini di Bruxelles/cavolfiore

pranzo con insalata:

  1. 1/2 avocado (ora è prodotto anche in Italia) + feta, 2-3 olive, 1 cucchiaio di semi di girasole, valeriana, carote, indivia, finocchi
  2. 1 uovo sodo a fettine con foglia verde + carote/finocchi/cavolo cappuccio alla julienne, 2-3 olive, 1 cucchiaio di capperi biologici, prezzemolo, 1 cucchiaino di semi di zucca
  3. tonno da vetro ben scolato, foglia verde croccante, radicchio, 2-3 olive, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 1-2 cucchiai di fagioli cannellini o corona, 2-3 acciughe, 1 cucchiaino di capperi, qualche goccia di limone fresco filtrato
  4. 1 pera + cavolo cappuccio rosso e bianco, 1 cucchiaio di semi di girasole, pomodorini, 2-3 olive e ricotta
  5. spianaci crudi, 3 noci, scaglie di grana, qualche goccia di limone fresco filtrato e 2 cucchiai di ceci, 1 cucchiaino di semi di zucca

anemia:

pasta di lenticchie condita con olio, prezzemolo e semi di girasole, 1 pizzico di curcuma

riso integrale con vongole e prezzemolo

amaranto con fagioli azuki o borlotti e radicchio cotto al vapore, prezzemolo e semi di lino

maggiori approfondimenti in diretta!!!!

buona settimana

Simona


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Cancro al seno: le verdure nella dieta potrebbe avere un ruolo determinante in termini di sopravvivenza

Una alimentazione che comprenda buone quantità di verdure si ritiene aumenti le possibilità di sopravvivere a lungo, libere da recidive dopo diagnosi di neoplasie della mammella.
Le pazienti dovrebbero includere molte verdure, in particolare le crucifere come broccoli e cavoli. Secondo gli scienziati, infatti, proprio il consumo di questo tipo di verdure, è legato ad un calo dei tassi di morte per tumore della mammella e non solo questo.

A sostenere che mangiare broccoli e cavoli, sinergizzi con le terapie per la cura del tumore al seno, sono i ricercatori della Vanderbilt University, di Nashville (Stati Uniti) i quali hanno seguito per cinque anni un gruppo di quasi 5.000 pazienti e lo studio EPIC condotto presso l’ Istituto dei tumori di Milano.
Lo scopo era proprio di individuare quali fattori potessero influire sul decorso della malattia, nel bene o nel male.

I dati raccolti hanno permesso di scoprire che, in effetti, il consumo di crucifere avesse un ruolo nella riduzione dei tassi di recidiva e sopravvivenza globale. Nello specifico si è rilevato che le donne che includevano nella propria alimentazione un buon numero di queste verdure durante i primi tre anni dalla diagnosi, vedevano ridursi le probabilità di decesso per la malattia.

Chi pertanto aveva aumentato l’apporto di crucifere poteva avvantaggiarsi di una riduzione del rischio del 20% circa. Riguardo la morte per tutte le cause, il rischio diminuiva comunque del 15%. Percentuali di tutto rispetto.

L’analisi della dieta seguita dalle donne ha anche permesso di stabilire come vi siano differenze nelle abitudini alimentari tra l’Oriente e l’Occidente. In particolare, in Oriente si prediligono le rape, il cavolo cinese, le verdure a foglia verde in genere, i germogli e il Bok choy, un tipo di cavolo cinese. In Occidente, per contro, si consumano di più i cavoli “classici”, quelli di Bruxelles e i broccoli.. In ogni modo, quale che sia il vostro ortaggio preferito, l’importante è che sia uno di questi che sono notoriamente ricchi di sostanze antiossidanti e dunque preventivi per neoplasie maligne, come suggerito da numerosi studi.


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The quantic diet is a vegan-based nutrition that provides little whole grains cereals and legumes as a principal meal, fruit and red vegetables are less represented, only one vegetable for meal with oil-seeds and nuts to complete the nutritional needs.

This nutrition gives high energy in a small space, the food combination is oriented to increase the pH of whole body’s terrain with a little glycemic index, it maintains the noble biological proteins with a combination of beans sprout and seeds; this is the best nutrition for oncology patients and bowel inflammatory diseases.

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Mi trovo spessissimo a dovere dare opinioni su integratori che vengono consigliati più spesso da conoscenti o personaggi interessati solo al loro business più che da colleghi del ramo medico o farmaceutico (che hanno ovviamente più a cuore il benessere della persona), questo accadimento mi turba molto perché molto spesso non possiamo sapere cosa accadrà nell’ organismo di chi assumerà l’ integratore in modo possiamo dire, ingenuo e fidandosi. Il problema dei sostituti in busta dei pasti o dei ‘fintipasti’ a base proteica è enorme sia per i risvolti salutistici che economici e mi sembra strano che nessun ente regolatore nell’ ambito sanitario abbia fatto un intervento deciso per impedire la diffusione che avviene quasi sommessamente in apposite riunioni o qualche volta in ambienti para-medici. Di certo non mi voglio scagliare contro alcuno ma diffido di chi propone una busta ad un paziente oncologico in chemio o ad un ottantenne diabetico insultino-dipendente….ci vuole un bel pelo sullo stomaco!!!!! Ma è solo una riflessione mia….Le raccomandazioni ci sono, eccole: 1. una dieta varia ed equilibrata fornisce tutte le sostanze nutritive di cui l’ organismo ha bisogno, pertanto in condizioni normali non vi è necessità di integrare; 2. un integratore non può compensare uno stile di vita scorretto (non mangio perché non ho tempo o non digerisco niente di quello che mangio); 3. evitare il ‘fai da te’: mai fidarsi di integratori che passano di mano in mano senza un minimo vaglio del proprio medico per le proprie caratteristiche; 4. prima di assumere integratori se si stanno assumendo farmaci, verificare eventuali interazioni; 5. non assumere integratori per periodi prolungati o più integratori insieme, leggere sempre le etichette informative, la provenienza, la certificazione e non assumere mai dosi superiori a quelle indicate, in caso di effetti collaterali, rivolgersi immediatamente al proprio medico. Il Fondo Europeo per la Ricerca sul Cancro sconsiglia vivamente l’ utilizzo di integrazioni qualora la persona sia in grado di alimentarsi ed anzi sollecita i medici ad aiutare il paziente o la persona in generale ad adattare la nutrizione alle particolari esigenze o problematiche del paziente o della persona stessa. Fate la Vostra scelta consapevole!!!!!! Liveloveat

 


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Il benessere dipende anche dalle abitudini quotidiane: mantenere uno stile di vita attivo e seguire un corretto e costante allenamento sono le scelte migliori per garantire salute al nostro corpo.

Il secondo pilastro del programma “Healthy” prevede il ‘walking’ ossia il camminare secondo le nostre possibilità di tempo e fisiche; l’ American Heart Association ha promulgato delle raccomandazioni per il mantenimento di un discreto allenamento del muscolo cardiaco (anche il cuore è un muscolo e va allenato!!!!) e pertanto, si consiglia di camminare almeno 150 minuti a settimana -che mi pare ragionevole anche come impiego di tempo!-.

L’ inattività nuoce gravemente alla salute, la sedentarietà è stata identificata come il quarto principale fattore di rischio di mortalità globale dopo l’ ipertensione arteriosa, il fumo da sigaretta e l’ aumento dei livelli ematici di glucosio, in secondo luogo rappresenta anche un fattore di rischio per l’ insorgenza di alcune malattie  come la cardiopatia coronarica, il diabete e i tumori di colon e mammella.

Particolare attenzione va posta alle abitudini dei bambini, in Italia si stima che la maggioranza dei bambini già dal’ età di 6 anni trascorra mediamente due ore al giorno di fronte alla tv e pratichi giochi passivi, ossia non impegnativi fisicamente.

La prevenzione deve iniziare sin all’ infanzia: i bambini che si mantengono attivi durante tutto il periodo della crescita, avranno da adulti, uno scheletro più robusto e da anziani, avranno meno rischio di fratture osteoporotiche. Inoltre è migliore il bilancio energetico e il controllo del peso corporeo.

L’ attività fisica è quindi, un valido alleato per mantenere un bilancio energetico positivo e per controllare il peso corporeo.

Oggi cosa intendo per attività fisica? secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità per attività fisica si intende ogni movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che comporti un dispendio energetico, incluse per esempio quelle attività effettuare nella quotidianità come lavorare, giocare, spostarsi, cimentarsi nelle varie attività ricreative; questo tipo di attività fisica è anche detta NON STRUTTURATA,  in quanto non è organizzata secondo schemi o programmi predefiniti e finalizzati al miglioramento della forma fisica.

Per stile di vita fisicamente attivo, invece, si intende un tipo di comportamento che nella realizzazione delle varie attività quotidiane dia la preferenza all’ uso dei propri muscoli piuttosto che a quello dell’ uso di macchine. Per esempio, camminare o andare in bicicletta anziché in auto, salire e scendere le scale piuttosto che servirsi dell’ ascensore o scale mobili e così via.

Essere in movimento durante la giornata è quindi importante perché è un primo modo, alla portata di tutti, per mantenersi attivi e in forma. Tuttavia ciò non è sufficiente per garantire il benessere, occorre qualcosa di più, ossia il vero e proprio esercizio fisico o allenamento fisico, detto strutturato perché è caratterizzato dalla’ essere pianificato, programmato, ripetitivo e finalizzato a migliorare uno o più aspetti della forma fisica.

Esistono tipologie differenti di attività fisica, che incidono diversamente sul metabolismo e sulla’ organismo in toto e che apportano benefici diversi. Per esempio, uno dei consigli cardine per il benessere cardiovascolare è quello di praticare attività fisica ‘aerobica’, cosa significa? Questa denominazione fa riferimento alla classificazione dell’ esercizio in base al tipo di impegno metabolico dei muscoli del corpo, secondo tale classificazione si distinguono attività aerobiche e anamorfiche, di potenza, miste alternate, miste massive, di destrezza. Senza addentrarmi troppo nelle definizioni tecniche le attività aerobiche sono quelle nelle quali la produzione di particolari scarti metabolici (acido lattico) nei muscoli non supera la capacità di smaltimento di tali sostanze. andare in bici, camminare a passo sostenuto, correre, nuotare, sciare, pattinare sono i più comuni tipi di attività aerobica, praticabili a qualsiasi età seppur con alcune differenze.

Nell’ attività anaerobica invece, l’ impegno muscolare tale che la produzione di scarti metabolici è superiore alla capacità di smaltimento, il che comporta un accumulo di tali sostanze con conseguente affaticabilità muscolare. E’ ciò che accade durante uno sprint, di corsa o bici o nella marcia specie in salita oppure negli esercizi con i pesi. Tali esercizi richiede e favorisce lo sviluppo della massa muscolare nei singoli distretti impegnati. Sono esercizi più impegnativi dal punto di vista cardiovascolare e per questi motivo vanno praticati in modo graduale e personalizzato. In molte attività poi (vedi il tennis, il calcio…) vi è una normale alternanza tra fasi aerobiche e anamorfiche, quindi un programma di allenamento per dirsi completo dovrebbe prevedere entrambi i tipi di impegno metabolico, con l’ attività aerobica finalizzata a migliorare le prestazioni cardiovascolari e respiratorie e quella anaerobica orientata allo sviluppi della potenza muscolare.

Bene! Spero di avere chiarito i punti affrontati durante l’ ultima diretta.

Ricordate di consumare un frullato di latte di avena/soia/madorle-avocado/banana/mango freschi-mandorle circa 20 minuti prima e 1 yogurt alla soia o magro o intero con frutta a basso indice glicemico (mela verde, pompelmo) e 30 gr di frutta secca o semi (ottimi quelli di girasole per il detox da acido lattico) e di idratavi pre-durante e post allenamento abbondantemente, evitate se potete insaccati, uova o formaggi nelle due ore pre e post per non sovraccaricare il fegato.

Buon walking a tutti e alla prossima settimana con il terzo pilastro sulla nutrizione naturale e istintiva “eat good”!!!!

@lasimodoc


Simona Casadei

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