Presentazione del “giovedì con Simona”, cena del 5 ottobre 2017
Clicca per vedere il video della Cena del 5 ottobre 2017
Ci vediamo il 26 ottobre 2017… non mancate!!


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La cancer coach Mara Mussoni intervista l'Oncologa Simona Casadei
Quali alimenti aiutano a tollerare meglio la chemioterapia? Quali invece sono consigliabili durante la terapia ormonale? La D.ssa Simona Casadei è Medico Oncologo esperta in nutrizione e ci aiuterà a capire come l'alimentazione può essere d'aiuto nelle varie fasi che attraversa chi sperimenta il cancro.Tanti preziosi consigli da un'esperta di nutrizione, nonché oncologo e donna che ha superato lei stessa il cancro!Per non perderti i prossimi video, iscriviti al mio canale YouTube https://goo.gl/zncFjy – Riprese e montaggio a cura di www.officinavideo.it –
Pubblicato da Cancer Coach Mara Mussoni su Venerdì 4 agosto 2017
Ecco il video con la presentazione di ogni portata del primo appuntamento del progetto“Le Cene del Giovedì con Simona”all’Hotel Cesare di San Marino.
Il primo appuntamento è stato il 29 Giugno 2017 con una serata ed un Menù davvero speciali, nati dall’alchimia tra me e lo Chef Graziano Canarezza.
Tra una portata e l’ altra ho spiegato agli Ospiti le varie pietanze dal punto di vista nutrizionale e clinico.
IL MENU’
Centrifuga di frutti rossi e pomodoro, semi di zucca tostati, carote fritte con olio di semi e verdura fresca varia
Crema di Daikon e di carota, emulsione di prezzemolo al limone, semi di sesamo tostati all’ acidulato di Umeboshi
Polpettine di ceci e Quinoa, gazpacho di pomodori e piselli
Gnocchetti di grano saraceno su crema di zucchine e porro, Mazzancolle al vapore e rucola croccante
Millefoglie di triglia, olive taggiasche e fiori di zucca e germogli di cre
scione
Sorbetto ai frutti rossi, noci, zenzero e latte di cocco con cialda al miglio e fave di cacao
Acque minerali e Vino biologico Toscano senza solfiti
E’ tempo di nuove collaborazioni!
Con l’Hotel Cesare di San Marino nasce il progetto “Le Cene del Giovedì con Simona”.
Il primo appuntamento è stato il 29 Giugno 2017 con una serata ed un Menù davvero speciali, nati dall’alchimia tra me e lo Chef Graziano Canarezza.
Tra una portata e l’ altra ho spiegato agli Ospiti le varie pietanze dal punto di vista nutrizionale e clinico.
IL MENU’
Centrifuga di frutti rossi e pomodoro, semi di zucca tostati, carote fritte con olio di semi e verdura fresca varia
Crema di Daikon e di carota, emulsione di prezzemolo al limone, semi di sesamo tostati all’ acidulato di Umeboshi
Polpettine di ceci e Quinoa, gazpacho di pomodori e piselli
Gnocchetti di grano saraceno su crema di zucchine e porro, Mazzancolle al vapore e rucola croccante
Millefoglie di triglia, olive taggiasche e fiori di zucca e germogli di cre
scione
Sorbetto ai frutti rossi, noci, zenzero e latte di cocco con cialda al miglio e fave di cacao
Acque minerali e Vino biologico Toscano senza solfiti
Si fa un gran parlare su riviste, libri di oncologi più o meno noti e addirittura in televisione, della dieta anticancro; non esiste una dieta anticancro, esistono delle regola ormai anche pubblicate su riviste autorevoli come il Journal of Clinical Oncology Nutrition, ecc, le quali indicano con una certa precisione quali sono i comportamenti alimentari più consoni con alcuni alimenti rispetto ad altri ed un miglioramento di tollerabilità ai trattamenti da parte dei pazienti. In primis, l’atteggiamento più comunemente esposto è quello di condannare tutta la carne: la carne acidifica come alimento in sé e le cellule tumorali crescono in un ambiente acido e non in uno basico, dunque sarebbe bene ridurre il consumo per prevenzione ad 1, massimo 2 volte alla settimana (compresi gli insaccati) nei pazienti in terapia, sostituire con proteine derivanti da cereali (riso integrale, farro integrale, quinoa, amaranto che sono anche privi di glutine), legumi e qualche latticino (tipo ricotta, robiola, grana, mozzarella in piccole dose meglio se di bufala).
Poi sicuramente per tutti, consumare tante verdure fresche, crude a pranzo e cotte a cena, quando sarebbe bene associare i legumi (piselli con uova, patate con pesce; i ceci e i fagioli meglio a pranzo, gli uni con riso integrale e gli altri con insalata).
Nei pazienti oncologici si assiste quasi sempre ad una perdita di peso più o meno visibile ma sicuramente misurabile con apposite tecniche o nei pazienti che lo hanno già perso (almeno il 5% del peso originario), occorre verificare alcuni esami ematochimici indicatori di normali funzioni del fegato e rene ed indicatori di iniziali carenze energetico-proteiche o di sindrome da refeeding (specie dopo alcuni interventi, ad esempio gastrectomie, che inducono il paziente a lunghi digiuni – in maniera scorretta – e che producono una sorta di autocannibalismo delle proteine dei muscoli, compreso quello cardiaco). Rialimentare il paziente non significa però ingozzarlo in modo quasi ossessivo o fare una nutrizione parenterale standard (soprattutto se vi è un intestino funzionante) ma controllare bene le associazioni di cibo, per alcalinizzare il più possibile, ridurre i picchi glicemici al minimo, frazionare il più possibile i pasti per non appesantire la digestione, eventualmente scegliere sacche ad hoc ed iniziare una nutrizione enterale.
Inoltre, utilizzare alcune specie come zenzero, curcuma, prezzemolo, coriandolo; non solo, anche semi oleosi, noci e mandorle (meglio se spelate), cibi ricchi di omega-3, anti-infiammatori, semi di zucca, semi di lino e semi di sesamo per compensare il tutto con proteine vegetali.
Infine, si deve prestare attenzione agli integratori, che non sostituiscono il cibo e che possono avere componenti controproducenti per l’obiettivo terapeutico (soia, aloe, B12 ecc), solo un esperto di medicina integrata all’oncologia può ben consigliare, il fine ultimo comunque sarebbe di mantenere il BMI, l’indice di massa corporea, stabile e nella norma, una bassa massa grassa che permettano di aumentare la qualità di vita del paziente garantendo una compliance nutrizionale al 100%. Tutto questo è possibile personalizzando sempre la dieta nel tempo: il team di specialisti (dall’oncologo, al nutrizionista, dal chirurgo al terapeuta del dolore, ecc) dovrebbe lavorare in sinergia in ogni setting terapeutico, condividendo ogni tipo di scelta, anche quelle nutrizionali ed integrative.

La nostra vita così come la nostra evoluzione è segnata da tappe che riguardano il cibo: nasciamo dall’ acqua della madre e approdiamo all’ aria del padre, poi la madre ci nutre con il suo latte finchè il nostro sistema digerente diventa sufficientemente maturo per potere ingerire e digerire anche alimenti, prima semi-solidi poi solidi.
Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica del mondo. Siamo di fronte ad una vera e propria epidemia globale, finora sottovalutata, che si sta diffondendo in molti paesi e che può causare problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni.
Una alimentazione che comprenda buone quantità di verdure si ritiene aumenti le possibilità di sopravvivere a lungo, libere da recidive dopo diagnosi di neoplasie della mammella.